Guardare il mare è come scrutare nel libro aperto del mondo, dove ogni onda racconta una storia e ogni nuvola nasconde un sogno.
Per me rappresenta il desiderio di scoprire un posto perfetto, dove il cuore possa trovare finalmente la sua dimora. È la ricerca di un paradiso personale, un luogo dove l’anima possa danzare liberamente tra le onde e il vento.
Per altri, guardare l’orizzonte significa sognare una nuova vita, lontana dalle comuni routine e dalle vecchie abitudini. È il desiderio di abbracciare l’ignoto, di scoprire nuove terre e nuovi orizzonti.
E poi c’è chi guarda l’orizzonte per trovare un approdo sicuro per le proprie paure.
In fondo, l’orizzonte del mare è come un invito alla magia, un invito a sognare e a credere che di là da quel confine, qualcosa di straordinario ci aspetta. Che sia un posto perfetto, una nuova vita o un rifugio per le paure, guardare l’orizzonte è il primo passo verso l’infinito delle possibilità. E così, continueremo a guardare, a sognare e a credere che il nostro cammino sia scritto tra le onde e il vento, nella pagina bianca dell’orizzonte del mare.
Le onde ci raccontano il ciclo eterno della vita. Ci ricordano che anche nelle sfide e nelle incertezze, c’è sempre un ritmo naturale che continua a fluire portando con se opportunità e rinascite.
“Il mare ha un modo meraviglioso di parlare con l’anima. Ti fa sentire piccolo, ma allo stesso tempo connesso a qualcosa di più grande.”
Gustav Radbruch
Quasi sempre nell’opera di un bravo pittore il tema dipinto è solo un pretesto per approfondire la conoscenza della pittura stessa, che è molto più ampia e complessa di qualunque contenuto rappresentato. Tuttavia esistono alcuni casi nella storia dell’arte in cui l’artista riesce a “incontrare” un soggetto che lo aiuta nella navigazione attraverso un linguaggio sterminato e insidioso.
Questo è il caso di Luca Guenzi (Bologna, 1959) il quale, attraverso questa poderosa serie di opere, da un lato approfondisce la sua ossessione per la pittura dipinta, dall’altro riesce a elaborare una tematica a mio avviso di grande importanza: la lotta per rimanere vivi.
Marcello Tedesco
I mari che dipinge risentono quasi tutti di un’atmosfera di imminente pericolo, forze terribili e distruttive in procinto di scatenarsi vengono rese presenti con una rara sensibilità pittorica maturata in decenni di attività libera e indipendente.
Luca stesso, per chi lo conosce bene, è una sorta di capitano di vascello abituato e pronto ad affrontare qualunque tempesta che la vita può manifestare. La sua personalità ricorda tantissimo il capitano Tom MacWhirr nel racconto “Tifone” di Joseph Conrad, anzi queste scene sembrano direttamente tratte dalla novella di Conrad, dove vengono mostrate le diverse reazioni dei marinai davanti all’infuriare del caos.
Il capitano grazie alla sua capacità di rimanere saldo senza tuttavia apparire forte, coraggioso senza alcuna arroganza, riesce a superare la forza distruttiva e a portare la nave in porto, così come Guenzi in queste pitture che sono una sorta di bottino frutto di una grande tempesta che egli ha attraversato vittorioso.

– Alle 19.00 brindisi natalizio, bollicine e panettone
– Inizio concerto h 21.00
– email a segreteria@area0.uno
– al numero 3703659136
Venerdì 22 Dicembre ore 18:30 FINISSAGE
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Su prenotazione, la mostra potrà essere aperta anche in altri orari:
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