L’hanno portato con loro al castello,
l’hanno lavato e di bianco vestito,
l’hanno steso sul letto più bello
che sembrava un giardino fiorito.
Ora dorme nel camposanto reale
fra tante coppie di regine e di re
porca puttana, per fare vita regale
doveva morire in un fosso alle tre.
A quei pochi che lo vorranno pregare
farà aprire le porte Re Artù
neppure lui lo poteva salvare
neppure lui, neppure Cristo Gesù.
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Inquietudini dello sguardo (Google Calendar)
Inquietudini dello sguardo (Apple Calendar)
Il titolo svela la precisa inquietudine dell’autore, sia per ciò che riguarda la parte fotografica sia quella di scrittura, due forme artistiche che non possono prescindere dallo sguardo. In mostra estratti di testi si affiancheranno agli scatti, idee e visioni che insieme tratteggiano il mondo di Albe Ros.
Sarà la sezione fotografica a dominare, evidenziando il percorso dell’artista: parte col bianco e nero e prosegue poi col colore, attraverso le diapositive stampate in Cibachrome. Ha sviluppato vari temi in forma di reportage: i bambini, gli anziani, il paesaggio, la miseria, la solitudine. La sua esperienza professionale, che si è sviluppata principalmente nel marketing e nella pubblicità, quindi contaminata dalla grafica, lo spinge ad utilizzare la macchina fotografica come strumento per realizzare immagini di solo impianto geometrico e cromatico.
Venerdì 16 dicembre
18.30 vernissage
19.30 performance di Rose, artista bolognese emergente
18.30 apertura mostra
19.30 Micaela Piccinini leggerà brevi testi dell’autore, al violoncello Marianna Finarelli
18.30 Finissage- intervento a sorpresa di Michele Davalli, poliedrico caratterista teatrale che ci accompagnerà ad un brindisi augurale.
Tra i presenti verranno estratte a sorte tre opere dell’autore.
370 3659136
Albe Ros, nome assente all’anagrafe, svela un’identità complessa. Una vita frenetica, sempre alla ricerca di migliorarsi, incurante del pensiero degli altri, solo alla ricerca di una sua soddisfazione personale. Una doppia personalità, pragmatica e mirata alla concretezza nelle vesti manageriali, creativa e sognante fuori dagli aspetti professionali. Nessuno si azzardi a chiamarlo artista, lui si definisce un manovale penetrato maldestramente in ciò che convenzionalmente si chiama “mondo dell’arte”. Arte la sua che va dalla fotografia alla narrativa, dalla poesia al teatro. Anche sotto quest’ultimo aspetto è difficile da inquadrare, passa in un attimo da temi drammatici ad altri apparentemente satirici, sotto i quali si nasconde sempre la sua sensibilità e la malcelata attenzione che pone alla vita. Sul piano strettamente biografico, bolognese, 66 anni, due figli dei quali va orgoglioso, una vita sentimentalmente turbolenta, un passato sportivo di buon livello.









