L’immagine latente
Fabiola Colla, Giulia Druda, Niccolò Morelli
05-19 aprile 2024

L’immagine latente

Giovane fotografia analogica

Foto di Fabiola Colla, Giulia Druda, Niccolò Morelli

La pellicola, da molti considerata ormai “desueta”, qui diventa il mezzo ideale per navigare il mondo intimo delle relazioni che fanno parte della nostra storia.  
In mostra il lavoro di tre giovani artisti che prediligono la pratica analogica della fotografia, esplorandone le potenzialità narrative: ognuno di loro rilegge luoghi, persone e oggetti attraverso uno sguardo rispettoso e allo stesso tempo incisivo.

 


 

Fabiola Colla

Fabiola Colla è una giovane artista visiva nata a Torino e attualmente residente a Bologna.

Le tematiche che guidano la sua ricerca sono la famiglia, la perdita e la crescita personale.
Questi macrotemi vengono esplorati principalmente per mezzo del medium fotografico, analizzato nelle sue possibilità di commistione con la performance, la sound art e l’installazione.
I suoi progetti hanno come obiettivo il coinvolgimento del fruitore, sia nella realizzazione del progetto, sia come parte attiva nella fruizione.

 

Sarè

Nel dialetto piemontese la parola “sarè” significa “stringere”. Questo termine, ci parla della paura di perdere qualcosa, della necessità di stringerlo a noi nel timore che possa sfuggirci.

Questo progetto nasce dalla necessità di ritrovare gli oggetti che nella memoria rimandano al caro scomparso. Si propone come tentativo universale di consolazione, ripercorrendo la quotidianità della persona che abbiamo perduto, per mezzo degli oggetti che gli appartenevano.

 

To keep to leave

In italiano i verbi “to keep” e “to leave” hanno molteplici significati, ciascuno dei quali ci parla della necessità di “non perdere qualcosa”, ma di cercare al contrario di conservarla e condividerla.

La storia che viene raccontata qui, è la storia di mio padre, la mia storia, ma allo stesso tempo la storia di tutti e di nessuno.

Lavorando con l’archivio fotografico che mio padre ha costruito nella sua giovinezza, ho cercato di creare una connessione tra colui che io identifico come figura paterna e l’uomo che non conosco, con una storia e delle esperienze precedenti alla mia nascita.

 


Giulia Druda

Fotografa di origini romagnole, attualmente vive a Bologna.
Giulia è un’autodidatta che cerca sempre nuove fonti di arricchimento, e per i suoi progetti utilizza principalmente la fotografia analogica.

I temi principali della sua ricerca artistica vertono attorno l’assenza, il paesaggio rurale e la memoria, attraverso uno sguardo intimo e delicato che fa della ricerca del bello il suo punto di partenza. 

 

Alone, together

Un luogo non è mai realmente vuoto.
Ogni luogo si fa custode delle persone e delle relazioni che lo hanno abitato, anche solo per un momento.
Alone, together” è una collezione di scene apparentemente inabitate, ma realmente colme di vita e di storie.

 

Is there somebody who can watch you

Per circa un anno ho fotografato la casa della mia infanzia: la casa in cui sono nata e cresciuta, e che pochi anni fa ho quasi perso. Ogni volta che torno ritrovo un luogo che sembra vivere in un tempo proprio: un tempo lento e rarefatto, che lascia spazio al cambiamento solo nei piccoli dettagli e nei segni delle stagioni.

La casa è il punto di partenza per cercare di ricostruire un periodo della mia vita di cui ho perso memoria, ovvero gli anni in cui ho assistito alla separazione dei miei genitori.

Ricordo ciò che fu prima: i viaggi insieme, le domeniche in macchina, i pomeriggi sul terrazzo. So cos’è stato dopo: la progressiva uscita di scena di mio padre, il rapporto complesso e sfaccettato con mia madre. L’intensità di questo legame sovrasta tutto, e la sua esplorazione è l’intento finale di questo progetto.

 


 

Niccolò Morelli

Fotografo laureato alla Libera Accademia di Belle Arti di Firenze, che usa principalmente la tecnica analogica.
La sua fotografia guarda con un approccio intimo e personale alla relazione tra le persone, l’ambiente e l’artista stesso: lo scopo della ricerca artistica di Niccolò è quello di comprendere le emozioni che collegano gli elementi e gli stimoli privati ed esterni.

 

Silenzi buoni

“Silenzi Buoni” è un dialogo tra me e Sarah: sto indagando Sarah, sto aiutando Sarah.
Sarah soffre di lieve depressione e instabilità emotiva; Sarah è brutta; Sarah è sgradevole; Sarah è sola.
In questo progetto cerco di mostrare quanto sia veramente bella; quanta bellezza vedo in lei.
Quanto la ami.
Questo progetto mi allontana dalla realtà, forse per rispetto. Guardo altrove. Questo rispetto richiede uno squardo distaccato.
Senza distanza, nessuna modestia è davvero possibile.

 

CISA

L’autostrada della Cisa è una costante della mia vita, perché è la strada che collegava mio padre, che lavorava a Parma, e mia madre, con la quale io e mia sorella vivevamo a La Spezia.

La strada è un non luogo. Si può essere in viaggio, andando o tornando da qualche luogo. La vita
accade all’inizio e alla fine – in questo progetto, anche ai margini della strada; quello che c’è in mezzo è solo tempo che passa, perso sull’asfalto nero.

Nel tentativo di recuperare in qualche modo il tempo che la mia famiglia ha trascorso attraversando le montagne su questa autostrada, ne esploro i confini attraverso una fotografia riflessiva.
I miei ricordi hanno forse trovato rifugio nei luoghi e nei volti che costellano questo tratto di Appennino? Questa è la domanda a cui cerco di rispondere.

 


 

Vernissage 5 aprile h18:30

Ingresso a offerta libera

ORARI DI APERTURA

Lun-Ven 10-13 15:30-19:30
Sab 15:30-19:30
Su prenotazione, la mostra potrà essere aperta anche in altri orari:

servizi@area0.uno
370 3659136 


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