Inquietudini dello sguardo 28 ottobre – 5 novembre 2022

“Inquietudini dello sguardo- fotografie e parole di Albe Ros” dal 29 ottobre a 5 novembre in AREA ZEROUNO.

Ho ancora negli occhi il mare blu cobalto di ieri, appena increspato di leggere onde bianche. Un mare dove tuffarmi, annaspare, perdermi nei suoi abissi.

Alla ricerca di quella pace interiore che non ho.

Presentare Albe Ros, nome che non troverete in nessun ufficio anagrafico, non è facile, alla luce delle mille attività svolte nella sua vita. Una vita frenetica, sempre alla ricerca di modi per migliorare, incurante del pensiero degli altri, solo interessato ad una sua soddisfazione personale. Una doppia personalità, pragmatica e mirata alla concretezza nelle vesti manageriali, creativa e sognatrice fuori dagli aspetti professionali. Nessuno si azzardi a chiamarlo artista: lui si definisce un manovale arrivato per caso nel mondo dell’arte. Arte che va dalla fotografia alla narrativa, dalla poesia al teatro. Proprio per questo è difficile da inquadrare, in quanto passa in un attimo da temi chiaramente impegnati ad altri apparentemente satirici, ma sotto i quali si nasconde sempre la sua sensibilità e l’attenzione che pone alla vita.

Chi è Albe Ros

Sul piano strettamente biografico: bolognese, 66 anni, due figli dei quali va orgoglioso, una vita sentimentale turbolenta, un passato sportivo di buon livello. Nato sotto il segno del cancro, è solo attorno ai diciotto anni che scopre la passione per l’arte. Si cimenta con scarso successo nella pittura e inizia a scrivere poesie, che condivide solo con pochissimi amici. Attorno ai vent’anni è folgorato dalla fotografia. Acquista la sua prima reflex e realizza nel garage di famiglia una camera oscura, dove esperimenta le tecniche di sviluppo e stampa del bianco e nero.

Inquietudini dello sguardo

Venerdì 29 ottobre, in occasione del vernissage, abbiamo ospitato una performance di Rose, artista bolognese emergente.
Domenica 19 dicembre Micaela Piccinini ha letto alcuni testi di Albe Ros accompagnata dalla violoncellista Marianna Finarelli.
La sera del finissage, venerdì 23 dicembre, è intervenuto Michele Davalli, poliedrico caratterista teatrale, con il suo monologo “Fare l’artista”.

Rivivi “Inquietudini dello sguardo”

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